Sindrome di Chiari e immersioni subacquee: quello che ogni sub dovrebbe sapere
La subacquea è una disciplina affascinante, ma richiede consapevolezza, responsabilità e rispetto dei propri limiti fisici. Per chi soffre di Sindrome di Chiari e immersioni subacquee, bisogna considerare rischi e sicurezza.
Esistono condizioni mediche che, pur permettendo una vita del tutto normale in superficie, possono diventare critiche sott’acqua.
Tra queste rientra la Sindrome di Chiari, una patologia neurologica poco conosciuta ma importante da comprendere.
In questo articolo vogliamo spiegare cos’è, quali sono i rischi in immersione e perché la valutazione medica è fondamentale, senza creare allarmismi ma mettendo al centro la sicurezza del subacqueo.
Cos’è la Sindrome di Chiari
La Sindrome di Chiari è una malformazione neurologica caratterizzata dallo spostamento verso il basso di alcune strutture del cervelletto, in particolare delle tonsille cerebellari, attraverso il forame magno (l’apertura alla base del cranio).
Questa condizione può alterare:
-
la circolazione del liquido cerebrospinale (liquor)
-
la gestione delle pressioni intracraniche
-
alcune funzioni neurologiche legate a equilibrio, coordinazione e controllo respiratorio
In molti casi la Sindrome di Chiari viene scoperta casualmente, durante esami eseguiti per altri motivi.
I principali tipi di Sindrome di Chiari
La letteratura medica distingue diversi tipi:
-
Chiari I
Il più comune. Può essere asintomatico o manifestarsi con cefalea, vertigini e disturbi dell’equilibrio. È il tipo che più frequentemente riguarda subacquei adulti.
-
Chiari II (Arnold-Chiari)
Forma congenita grave, spesso associata a mielomeningocele. Diagnosticata in età pediatrica.
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Chiari III
Rarissima e molto grave, con erniazione di tessuto cerebrale.
-
Chiari IV
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Agenesia o ipoplasia del cervelletto, estremamente rara.
Talvolta si parla anche di Chiari 0, una variante non sempre riconosciuta, legata ad alterazioni del flusso del liquor senza evidente erniazione.
Perché la Sindrome di Chiari è un problema in immersione
Durante un’immersione subacquea il corpo è sottoposto a:
-
aumento della pressione ambientale
-
variazioni rapide di pressione in discesa e risalita
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-
sforzi respiratori
-
manovre di compensazione
-
possibile ritenzione di anidride carbonica (CO₂)
-
freddo e stress fisico
In presenza di una Sindrome di Chiari, questi fattori possono interferire con il normale equilibrio pressorio del sistema nervoso, aumentando il rischio di sintomi neurologici improvvisi.
Rischi potenziali sott’acqua
I principali rischi segnalati includono:
-
cefalea intensa e improvvisa
-
vertigini e nausea
-
perdita di orientamento
-
disturbi dell’equilibrio
-
deficit neurologici acuti
Sott’acqua, distinguere un problema neurologico da un’emergenza subacquea (come un barotrauma o una malattia da decompressione) può essere estremamente difficile.

La Sindrome di Chiari è compatibile con la subacquea?
In linea generale:
-
la subacquea con autorespiratore è sconsigliata
-
l’apnea è considerata ad alto rischio
-
anche in assenza di sintomi, la prudenza resta fondamentale
Neppure un eventuale intervento chirurgico di decompressione rende automaticamente idonei all’immersione.
Ogni caso deve essere valutato individualmente da specialisti competenti.
L’importanza della valutazione medica specialistica per la sindrome di Chiari e immersioni subacquee.
L’idoneità all’attività subacquea non può essere stabilita dall’istruttore né dalla scuola.
In presenza di Sindrome di Chiari è indispensabile una valutazione da parte di:
-
neurologo o neurochirurgo
-
medico iperbarico con esperienza in medicina subacquea
Solo un parere medico scritto e specifico può definire se esistono margini di sicurezza o se l’immersione debba essere evitata.
La posizione di ATIS Diving Club
La filosofia di ATIS Diving Club è chiara:
La sicurezza viene prima di tutto.
Per questo:
-
non vengono avviati corsi o immersioni senza idoneità medica
-
non si fanno eccezioni basate sull’esperienza o sull’assenza di sintomi
-
la tutela della salute del subacqueo è prioritaria rispetto a qualsiasi attività
Esistono molte alternative per vivere il mare e l’acqua in modo sicuro, anche senza immersioni profonde.
Conclusione
La Sindrome di Chiari non definisce una persona, ma impone consapevolezza nelle scelte.
La subacquea è libertà, ma è anche rispetto del proprio corpo e dei suoi limiti.
Informarsi, chiedere pareri qualificati e fare scelte responsabili è il primo vero atto da subacqueo consapevole.
Per capire perché la pressione può influenzare il sistema nervoso, abbiamo approfondito l’argomento in questo articolo:
👉 Pressione, sistema nervoso e immersioni: cosa succede davvero sott’acqua”

