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La Patologia da decompressione e la malattia da decompressione

La Patologia da Decompressione, o PDD, è un termine utilizzato per descrivere quella malattia derivante da una riduzione della pressione nell’ambiente che circonda l’organismo. Un ottimo esempio è fornito da ciò che accade al vostro corpo quando riemergete dopo un’immersione.

La Patologia da decompressione e la malattia da decompressione
– La patologia da decompressione è legata alla formazione di bolle di azoto nei tessuti e nel sangue durante la risalita. Anche immersioni apparentemente corrette possono comportare un rischio residuo.

Patologia da Decompressione (PDD): cos’è, chi colpisce e perché riguarda ogni subacqueo

Quando si parla di sicurezza subacquea, la Patologia da Decompressione (PDD) è uno degli argomenti più delicati e, allo stesso tempo, più fraintesi.

Molti subacquei la associano esclusivamente a errori gravi o a immersioni “estreme”.

La realtà, come insegniamo da anni nei corsi ATIS – didattica NADD, è diversa: la PDD è un evento complesso, multifattoriale e in parte imprevedibile.

Io, come istruttore, l’ho vista comparire anche dopo immersioni apparentemente perfette. Ed è proprio per questo che va capita, non banalizzata.

Cos’è la Patologia da Decompressione (PDD)

La Patologia da Decompressione (PDD) comprende due condizioni distinte, ma strettamente correlate:

  • Malattia da Decompressione (MDD)

  • Embolia Gassosa Arteriosa (EGA)

In sintesi

  • La MDD è legata alla formazione di bolle di gas (principalmente azoto) nei tessuti e nel sangue.

  • L’EGA deriva invece dall’ingresso di bolle nella circolazione arteriosa, con possibile ostruzione dei vasi più piccoli e danni a distanza.

Entrambe sono conseguenza di una riduzione della pressione ambiente, tipica della risalita.

Chi può andare incontro alla PDD

La PDD non riguarda solo i subacquei.

È una patologia che può colpire:

Negli Stati Uniti si stimano circa 1.000 casi l’anno solo tra i subacquei, ma il dato più importante è un altro:

👉 La PDD non colpisce “chi sbaglia”, colpisce a caso.

Perché la PDD è imprevedibile

Il principale fattore di rischio è la riduzione della pressione ambiente, ma esistono numerosi fattori che possono aumentare la probabilità di sviluppare una PDD.

Fattori di rischio riconosciuti per la MDD

Fattori fortemente associati all’EGA

  • risalite veloci

  • trattenere il respiro

  • patologie polmonari non diagnosticate

Fattori sospetti (non ancora conclusivi)

  • disidratazione

  • obesità

  • sforzi intensi subito dopo l’immersione

  • fattori individuali non ancora identificati

Ed è qui che nasce la grande verità che ripetiamo spesso nei corsi ATIS:

Due subacquei, stesso profilo, stesso computer, stesso mare… esiti diversi.

Perché non basta “guardare il profilo dell’immersione”

Poiché la PDD è un evento probabilistico, qualsiasi immersione può teoricamente provocarla, anche se eseguita entro i limiti delle tabelle o del computer.

Per questo motivo:

  • la diagnosi è sempre clinica

  • i sintomi contano più del profilo

Ogni subacqueo con sintomi sospetti deve essere valutato caso per caso, senza minimizzare nulla.

La Malattia da Decompressione (MDD)

La Malattia da Decompressione, nota anche come bends o malattia dei cassoni, è causata da una decompressione inadeguata dopo esposizione ad alta pressione.

Durante l’immersione:

  • l’azoto viene assorbito dai tessuti

  • finché la pressione rimane stabile, non crea problemi

  • se la risalita è troppo rapida, l’azoto esce dalla soluzione formando bolle

Queste bolle possono:

  • causare dolore articolare

  • interferire con il sistema nervoso

  • compromettere la circolazione

Alcune forme sono lievi, altre potenzialmente invalidanti o letali.

👉 Il tempo di intervento è determinante.

Come si manifestano le “bends”

Le bolle che si formano:

  • nelle articolazioni causano il classico dolore

  • nel midollo spinale o nel cervello possono provocare deficit neurologici

  • nella circolazione venosa possono portare a congestione polmonare e shock

Sintomi della MDD (da non ignorare)

Sintomi riferiti dal subacqueo

  • affaticamento insolito

  • prurito cutaneo

  • dolore articolare o muscolare

  • vertigini, acufeni

  • formicolii, intorpidimenti

  • difficoltà respiratorie

Segni clinici osservabili

  • eruzioni cutanee

  • paralisi o debolezza muscolare

  • difficoltà a urinare

  • confusione, alterazioni del comportamento

  • amnesia, tremori

  • difficoltà a camminare

  • espettorato schiumoso o sanguinolento

  • perdita di coscienza

Quando compaiono i sintomi

Nella maggior parte dei casi:

  • tra 15 minuti e 12 ore dall’emersione

Nei casi gravi:

  • durante la risalita

  • immediatamente dopo l’emersione

Più raramente:

  • dopo molte ore

  • soprattutto in seguito a voli aerei post-immersione

Come affrontiamo la PDD nei corsi ATIS

Nei nostri corsi non insegniamo solo “a non superare i limiti”.

Insegniamo:

  • a riconoscere i segnali del corpo

  • a non minimizzare i sintomi

  • a comunicare correttamente con i sanitari

  • a comprendere che la subacquea è gestione del rischio, non sua eliminazione

Sul Lago di Garda, con acqua fredda, profondità importanti e termoclini marcati, questo approccio fa la differenza.

FAQ – Domande frequenti sulla PDD

La PDD può avvenire anche rispettando il computer?

Sì. Il computer riduce il rischio, non lo azzera.

La PDD è sempre colpa del subacqueo?

No. Esistono fattori individuali non controllabili.

Se il dolore passa da solo, posso ignorarlo?

No. Alcune forme migliorano temporaneamente e poi peggiorano.

Volare dopo l’immersione aumenta il rischio?

Sì. È uno dei fattori più noti.

 

 

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