Una domanda molto frequente che mi viene posta è:

  • A che età si può iniziare l’attività subacquea?

Prima di rispondere a questa domanda vorrei farvi una piccola introduzione:

Nel 2008 la Commissione Europea ha finalizzato la stesura delle linee giuda per la sicurezza della pratica di attività sportive in acqua da parte dei bambini e giovani.

Trattasi di attività di nuoto e immersione.

La prevenzione degli incidenti intesa a tutto campo ha previsto la stesura di tali Linee Guida per la sicurezza Indirizzate a secondo del tipo di attività ricreativa in maniera particolare agli operatori che forniscono servizi. Questi ultimi sono infatti responsabili se non hanno sufficientemente informato sui riski dell’attività, se non hanno offerto attrezzature a misura di sicurezza adatte all’età, infine se non hanno rispettato i propri regolamenti.

Contestualmente Il diffondersi dell’attività subacquea, attraverso metodiche di addestramento e d’immersione che si basano sul divertimento ed il relax. Sempre più frequentemente bambini, ragazzi e ragazzi si avvicinano all’immersioni attraverso le diverse scuole e didattiche subacquee; nel contempo, dalle stesse, vengono studiate e prodotte attrezzature a loro dedicate che permettono un approccio particolarmente facile a questa attività.

Inizialmente sviluppatasi in Francia (Pouliquen riferisce di un programma di immersioni subacquee con ARA per bambini dai 8 ai 12 anni con oltre 7.000 immersioni complessive già nel 1982) e successivamente si è poi affermata in tutto il mondo.’

A che età si può iniziare l’attività subacquea?

Il quesito più frequente riguarda l’età in cui far iniziare in sicurezza l’attività subacquea.

A questo proposito dobbiamo rilevare che le velocità di sviluppo, crescita e maturità dei soggetti sotto i 18 anni variano considerevolmente da individuo ad individuo, per cui ben difficilmente potremmo stabilire a priori un’età anagrafica fissa, che spesso non rispecchia la reale evoluzione in termini psicologici, intellettuali e fisici del ragazzo.

D’altra parte, non è necessario far fare al bambino una “immersione standard di tipo adulto”, ma solo “accompagnarlo” in immersione, come avviene in altre occasioni (in montagna o in una regata velica); parimenti non è indispensabile che il bambino abbia la capacità di comprendere le basi teoriche dell’immersione per assimilarle, come non deve conoscere la fisiologia dell’alta montagna o come interpretare una mappa per sciare o seguire i genitori durante un trekking.

Le didattiche internazionali hanno stilato gli standard per l’immersione dei bambini con autorespiratore proponendosi, in completa sicurezza, di individuare corsi specifici che forniscano al bambino gli elementi per divertirsi in una differente situazione ambientale, attraverso una esperienza piacevole.

Atis Diving Club, accademia subacquea, utilizza gli standard formativi delle più importanti didattiche internazionali CMAS, NADD, IDEA Europe e HSA, che prevedono diversi livelli: il primo da 8 anni, con attività progressive da 9-10 e 11 anni e con certificazione subacquea vera e propria da 12 anni.

Sono previste attrezzature specifiche, adattate al bambino (pinne, erogatore, maschera, muta, pesi e giubbetto equilibratore).

Specifiche strutture organizzative

  • la scuola deve essere accogliente con sistemi Audio-Video per far apprendere al bambino le nozioni teoriche con il gioco, che comprendono la sicurezza in superficie e nei luoghi di immersione oltre la conoscenza delle attrezzature;
  • qualifica degli operatori;
  • disponibilità e qualità delle informazioni sulla sicurezza;
  • modalità della fornitura del servizio;
  • procedure e attrezzature.

Non dimentichiamo comunque che l’immersione subacquea è considerata come sport formativo, che sviluppa il senso di responsabilità e favorisce lo sviluppo psicomotorio.

Avvicinare in modo più completo il bambino all’acqua, al mare in particolare, superando i naturali timori, diventa importante nella maturazione tra il bambino e l’ambiente circostante. Una appropriata stimolazione tattile e propriocettiva permette allo stesso di conoscere le relazioni tra gli oggetti al di fuori del proprio corpo. L’attività motoria dunque diventa un fattore determinante, che concorre allo sviluppo della personalità sia a livello affettivo che intellettivo, maggiormente efficace se svolta in un ambiente naturale, ricco di piacevoli stimoli fisici e umani.

Scuba Diving

L’indroduzione all’immersione subacquea con AutoRespiratore ad Aria (ARA) ai bambini e ragazzi deve essere graduale, considerando fondamentale la loro maturità emotiva e analitica, indispensabile per capire e gestire i rischi delle attività subacquee.

Il passaggio all’immersione con ARA deve prevedere un precedente training nello snorkeling, una adeguata maturità polmonare (e quindi un’età non inferiore agli otto anni) e la capacità di gestire efficacemente la compensazione.

Conclusioni

Le implicazioni fisiopatologiche dell’immersione subacquea studiate nell’adulto, devono in parte essere adattate nel bambino: alla loro luce si suggeriscono fattori da considerare nell’idoneità medica del bambino e modificazioni di comportamento in grado di aumentare la sicurezza dell’immersione.

Gli articoli summenzionati sono stati tratti dalla pubblicazione del 3° workshop superiore di medicina dello sport di Francesco Paolo Sieli.