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La libertà di Anna nell’acqua Una conquista di profondità

Immersioni per disabili in piscina

La gioia di Anna (nome di fantasia) è incontenibile: non è la prima volta che entra in piscina, anzi, ci spiega il suo papà, lei adora stare in acqua perché riesce a muoversi senza le difficoltà che ha fuori.

Questa è però la prima volta che indossa la maschera da immersione e prova a respirare con un erogatore. Anna è una ragazza con disabilità motoria e sabato scorso ha partecipato a una prova di immersione subacquea promossa dall’associazione Atis Diving Club per la Festa dello Sport organizzata dal Comune di Bussolengo.

Atis è un’associazione sportiva nata due anni fa: dall’anno scorso offre esperienze e corsi per persone con diversi tipi di disabilità, motoria, intellettiva e visiva. «Molti disabili non sanno e non credono di poter entrare in acqua, quando provano sono stupiti, l’impressione che hanno è di volare sott’acqua, perché non sentono più il peso di un corpo che in parte non riescono a controllare», spiega Alberto Tumminelli, fondatore di Atis Diving Club.

L’associazione è di Bussolengo e le attività pratiche si svolgono tra la piscina e il lago di Garda. «In uno dei corsi ho seguito un ragazzo paraplegico da 23 anni», prosegue Alberto, «quando è entrato in acqua, l’emozione è stata grande anche per me: era la prima volta che il suo corpo riusciva a stare in verticale, anziché seduto o sdraiato». Ci sono anche casi di persone ipovedenti, che nonostante ciò, sott’acqua riescono a trovare la propria dimensione e «vedere», accompagnati, attraverso gli altri sensi. «La subacquea forma psicologicamente, fisicamente e a livello relazionale», sottolinea il fondatore di Atis che, con collaboratori, ha acquisito il brevetto Hsa (Handicapped Scuba Association).

Da metà 2018 ad oggi, l’associazione ha organizzato cinque eventi gratuiti per far conoscere questa opportunità alle persone disabili e altri ne possono essere organizzati su richiesta. Atis è inoltre specializzata nei corsi per bambini e ragazzi: «Quando un bambino conosce la propria attrezzatura, aumenta la capacità di autocontrollo», dice Tumminelli, «ma con questa attività si sviluppa anche la fiducia negli altri perché non ci si immerge mai da soli. Inoltre, combattiamo il bullismo e l’inquinamento in acqua.

Durante le immersioni diamo il nostro contributo per migliorare l’ambiente che ci circonda». Atis sta cercando di farsi conoscere anche nelle scuole. Può contare sul sostegno del sindaco di Bussolengo Roberto Brizzi: «Appoggiamo le iniziative che portano avanti i valori dello sport e dell’inclusione. Oltre ai benefici fisici nella crescita, i ragazzi sono coinvolti in esperienze che valorizzano il loro tempo. Ci piacerebbe inserire anche questa tra le attività formative extracurricolari, vedremo se sarà possibile».

Fonde: L’Arena

Le prove in piscina dell’Atis con ragazzi disabili FOTO PECORA

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Atis Diving Club

"La formazione subacquea non è solo un’attività fisica e motoria. Quando ci immergiamo con i nostri compagni, ci fidiamo di loro. [...]

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