I pesci di lago del Garda sono stati per secoli una grande fonte di ricchezza e alimento per le popolazioni che vivevano lungo le coste del lago e la pesca era una delle principali attività che regolavano la vita e l’alimentazione di interi borghi. Le varietà di pesci lago di Garda sono: Agone, Alborella, Anguilla, Bottatrice, Carpa, Carpione, Cavedano, Coregone o Lavarello, Luccio, Persico reale, Tinca, Trota, Sardina. A seconda dei periodi dell’anno, delle caratteristiche dei fondali, delle correnti e della temperatura dell’acqua le varie specie si trovano maggiormente in alcune parti del lago piuttosto che altre.

Di seguito una breve guida su come riconoscerli

Alborella (Alburnus alburnus)

L’alborella è un piccolo pesce dalla forma assai slanciata; la bocca è abbastanza piccola, nettamente obliqua; la mascella inferiore è leggermente prominente. La lunghezza massima raggiunge i 15 cm, mentre il peso arriva sino a 50 gr. Questa è una specie dalle spiccate abitudini gregarie, vive di regola in branchi anche molto numerosi sia nelle acque correnti che in quelle lacustri. Predilige acque limpide non troppo fredde ed evita le acque troppo torbide, con vegetazione eccessivamente fitta o con bassi tenori di ossigeno. Il regime alimentare dell’alborella è piuttosto vario; importante è la componente fitoplanctonica anche se la dieta vegetale viene integrata da larve di insetti, oligocheti e crostacei. L’alborella rappresenta un importante anello nella catena alimentare di molti ecosistemi acquatici costituendo la principale fonte di cibo per molte specie predatrici, come il luccio, la trota ed il persico.

Anguilla (Anguilla anguilla)

Ha un corpo allungato anteriormente cilindrico e posteriormente compresso, molto viscido per la forte secrezione mucosa. È specie predatrice, si nutre prevalentemente di crostacei, vermi, molluschi vari, anfibi, uova di pesce, piccoli pesci, ecc. L’Anguilla “vive” soprattutto di notte. Migra dalle acque interne al mare dove si riproduce e gli stadi giovanili ripercorrono in senso inverso il cammino dei riproduttori per tornare nelle acque dolci. È accertato che l’Anguilla europea si riproduce nell’Oceano Atlantico, ma sul Garda deve essere introdotta dall’uomo poiché non riesce più ad arrivare alle acque del mare a causa della costruzione delle dighe sul Mincio. Le femmine “capitoni” possono raggiungere i 40 anni di vita, una lunghezza massima di 1,5 m. e 6 kg. di peso, i maschi raramente superano i 15 anni di vita.

Barbo Comune (Barbus barbus)

Il barbo comune si riconosce facilmente dalla caratteristica bocca munita di 4 bargigli, il corpo affusolato e le squame piuttosto grandi. Il barbo comune predilige le acque di fondovalle o dell’alta pianura, limpide, poco temperate, a fondo ghiaioso, sassoso o sabbioso, preferibilmente con portate idriche medio-alte. È una specie gregaria, che forma branchi di numerosi individui. Le sue prede sono costituite da vermi, molluschi, larve di insetti, uova ed avannotti di altri pesci e talvolta da detriti vegetali. Il Barbo può superare anche i 60 cm. di lunghezza e raggiunge raramente i 4 kg. di peso.

Bottatrice (Lota lota)

È un pesce carnivoro, con abitudini notturne e forte divoratore di uova. Il suo habitat è costituito dai fondali di laghi e fiumi a corrente lenta, ma sempre in acque limpide e fresche. Si nutre prevalentemente di larve acquatiche, lombrichi e piccoli pesci sia vivi che morti. Questo strano pesce di fondo, simile al merluzzo di mare, può raggiungere i 60 centimetri di lunghezza ed i 3-4 chilogrammi di peso. Gli esemplari di maggiore dimensione forniscono una carne bianca, assolutamente priva di spine, ottima a dispetto delle forme non aggraziate del pesce.

Carpa (Cyprinus carpio)

Il corpo è abbastanza tozzo, alto con il dorso incurvato ed il ventre dritto, la testa è di medie dimensioni dalla linea abbastanza appuntita, la bocca è protrattile e si rivolge verso il fondale con un’apertura tondeggiante affiancata da quattro barbigli, due più corti. Le squame sono di notevoli dimensioni nella varietà “sevatica”, diminuiscono notevolmente o sono completamente assenti nelle varietà “specchi” e “cuoio”. La colorazione è bruno scuro sul dorso e giallo dorato sui fianchi e sull’addome, pinne con tonalità giallo rosa. Le sue dimensioni sono tra le più grandi del lago, generalmente di 40-50 cm raggiunge anche misure superiori al metro con 30 chili di peso. La carpa è onnivora ma si nutre in prevalenza di invertebrati di fondo e sostanze vegetali. Sopporta condizioni ambientali difficili, in acque con scarsa presenza di ossigeno.

Carpione (Salmo carpio)

È un salmonide ormai raro che vive esclusivamente nel lago di Garda, pur avendo la bocca dotata di denti il carpione si nutre di plancton e di altri invertebrati del fondo. La femmina presenta una colorazione argentea identica tutto l’anno, il maschio durante la riproduzione assume una “livrea” tipica assai scura, spesso nera. Ad un occhio inesperto lo si può confondere con la trota lacustre avendo anche i fianchi punteggiati di macchie nere disposte a formare delle X. Il suo habitat ideale è il bacino meridionale del lago dove trova numeroso nutrimento, ma durante la riproduzione si sposta in alcune località del medio e alto lago, su fondali profondi, puliti e ghiaiosi.

Cavedano (Leuciscus cephalus)

È forse il pesce più diffuso e uno tra i più facili da individuare poiché predilige sostare in prossimità delle sponde. Il Cavedano ha la forma del corpo affusolata, con capo robusto, la sagoma del corpo è snella e nel contempo massiccia. Ha un’ampia bocca lievemente obliqua ed è praticamente onnivoro: si nutre di tutto quanto di commestibile trovi in acqua, dagli invertebrati di fondo, agli insetti posati sul pelo dell’acqua, ai frutti caduti dai rami, ai rifiuti cloacali. Da adulto diventa predatore e si ciba volentieri di piccoli pesci, alborelle, in particolare. Possono raggiungere dimensioni ragguardevoli: 60 cm. di lunghezza e 3-4 kg. di peso. La riproduzione del Cavedano ha inizio nel mese di aprile per protrarsi fino a luglio e oltre a seconda dell’andamento stagionale e dei cicli termici dei vari habitat. Durante la riproduzione i Cavedani si ammassano in acque basse in fitti branchi nei quali solitamente si notano individui di sesso femminile di taglia notevole inseguiti da decine di maschi di dimensioni inferiori.

Coregone Lavarello (Coregonus lavaretus)

Uno dei pesci più pregiati del lago di Garda, di taglia media e slanciata, lungo dai 30 ai 50 cm ma esemplari rari possono arrivare anche a 80 cm e pesare fino a 4 kg. È ben riconoscibile per la particolarità della sua pupilla: il nome Coregonus significa pupilla ad angolo, per la caratteristica forma che termina con un angolo. Specie alloctona per il nostro lago: i primi esemplari furono immessi nel 1918, con una semina di ben oltre un milione di avannotti, ma molto comune per il costante ripopolamento effettuato. Si ciba quasi esclusivamente di plancton (in particolare zooplancton, una delle tre specie), composto da organismi animali non autonomi nei movimenti che si lasciano trasportare dalle correnti (base di tutte le catene alimentari marine e d’acqua dolce) con sporadiche scorpacciate di larve di insetti o piccoli crostacei e molluschi. Predilige acque profonde, limpide e ben ossigenate (è molto sensibile all’inquinamento), con temporanee risalite verso i fondali più bassi e calmi delle rive nel periodo invernale, durante il momento della riproduzione.

Luccio (Exos lucius)

È presente in quasi tutte le acque di pianura; soprattutto nella fascia delle risorgive. Ama le zone di acqua lenta, corrente o stagnante come lanche, purché con vegetazione sommersa e canneti ove si nasconde in attesa di pesci di piccole dimensioni dei quali si nutre ad eccezione della fase giovanile durante la quale si nutre esclusivamente di invertebrati. Occasionalmente si ciba anche di piccoli uccelli palustri, anfibi, roditori e bisce d’acqua. Il luccio può raggiungere nel lago di Garda dimensioni superiori al metro. Viene assai ricercato sia dai pescatori professionisti sia da quelli dilettanti per la bontà delle sue carni bianche, sode e compatte.

Persico Reale (Perca fluviatilis)

Pesce di medie dimensioni, può raggiungere i 45-50 cm. di lunghezza per un peso di 1,5 kg. La taglia del Persico reale varia molto da ambiente ad ambiente, dove la densità dei pesci è alta essi tendono a crescere lentamente. I giovani pesci Persici si alimentano, sino ad una taglia di 10-13 cm., quasi esclusivamente di zooplancton, larve d’insetti, vermi, piccoli crostacei, ecc. Successivamente cominciano a nutrirsi di pesci con predilezione per le Alborelle. Quando il Persico è in caccia è possibile vedere delle “cacciate” ovvero scie lasciate sull’acqua mentre insegue le prede.

PERSICO SOLE (péss pèrsech)

lateralmente ha forma tondeggiante, è schiacciato sui fianchi, la testa è piccola con occhi grandi e la bocca rivolta in alto; la pinna dorsale è ampia e tondeggiante, all’inizio è sorretta da raggi spinosi al termine da raggi morbidi. La sua colorazione è verde bronzo con riflessi argentei e ha delle striature azzurre sulla testa e sulla parte bassa dei fianchi, sull’addome ha tinte gialle, mentre ha delle macchie scure sul dorso; caratteristica la macchia che ha sull’opercolo, arancione intenso nei maschi e rossa e nera nelle femmine. Le sue dimensioni possono raggiungere i venti centimetri.
Il suo Habitat è lungo la costa, in fondali sassosi e con vegetazione.

Persico Trota (Micropterus salmoides)

Il persico trota è una specie alloctona proveniente dal Nord-America e la sua comparsa in Italia risale ai primi anni del secolo quando fu immesso nei laghi italiani. Il persico trota è un predatore; la sua dieta è essenzialmente a base animale: gli individui più giovani, che vivono in prossimità della superficie, si nutrono principalmente di macroinvertebrati (larve d’insetti, vermetti, piccoli insetti alati) mentre gli adulti, che si rinvengono con maggior facilità in prossimità del fondo, cacciano anfibi e piccoli pesci talvolta anche della stessa specie. Il Persico Trota, come il Luccio, si apposta al riparo della vegetazione sommersa in agguato delle possibili prede, ma caccia anche a inseguimento come il Pesce Persico. Cresce fino a 60 cm. e può raggiungere i 6-7 kg. di peso.

Tinca (Tinca tinca)

La Tinca è un pesce caratteristico delle acque stagnanti o a corrente molto lenta purché con fondo melmoso e fittamente coperto da vegetazione; in inverno è praticamente immobile nel fango. Si nutre di ciò che trova sul fondo con particolare predilezione per vermi, larve d’insetti, crostacei e gasteropodi che trova sulla vegetazione. Il colore è verde giallastro con riflessi dorati; le pinne sono nere, le squame piccole con molto muco; presenta un piccolo barbiglio ai lati della bocca. La Tinca può raggiungere i 2-4 kg. di peso e una lunghezza di 50-60 cm. Data la sua relativa rusticità (si alimenta e cresce a temperature comprese tra i cinque ed i trenta gradi centigradi, sopporta tenori d’ossigeno abbastanza bassi) è un pesce che si presta bene ad essere allevato. Le carni della tinca, mediamente grasse, sono tenere e saporite.

Trota lacustre (Salmo trutta)

Regina del Garda, è sempre più rara. Si riproduce nell’ultimo tratto dell’immissario del Lago, il Sarca e in alcuni tratti del fiume Toscolano sul versante bresciano. Raggiunge dimensioni oltre il metro e peso ragguardevole, fino a 20 kg. Anche la trota lacustre è endemica. Si tratta di specie carnivore che mangiano piccoli pesci. Nel lago sono presenti tre diverse trote: la lacustre, la fario e l’iridea. La prima è indigena e si riproduce; le altre due dipendono dalle immissioni effettuate a scopo di ripopolamento. Carnivore e predatrici, le trote del Garda si nutrono dapprima di invertebrati poi di avannotti e piccoli pesci. Le carni sono veramente eccellenti, saporitissime soprattutto quelle degli esemplari già di una certa dimensione. Sode e prive di spine, bianche o rosa per un’alimentazione a base di crostacei.

VAIRONE (var un, varon)

Linea allungata e snella, testa robusta con
occhi abbastanza grandi, ha squame grandi e circolari; la colorazione è verde bruno sul dorso, sui fianchi è verde bluastro con riflessi argentei e con una linea scura che ne percorre tutto il corpo e lo divide per la lunghezza, al di sotto di questa e sul ventre è bianco argenteo. Vive in acque fresche, limpide e ben ossigenate, come la foce degli immissari, preferisce fondali sassosi o ghiaiosi. Generalmente rimane vicino al fondo o mezzofondo. La sua dieta è varia e spazia dagli insetti, alle larve, ai detriti vegetali, ai vermi. Vive in gruppi non particolarmente numerosi, convive con altre specie come il cavedano e i barbi; a seconda della stagione, dell’orario e della temperatura, il periodo della riproduzione è tra maggio e giugno ma può variare a seconda della temperatura, cerca acque correnti, ben ossigenate, con poca profondità e con fondale ghiaioso o a pietrisco. Quando si riproduce si riunisce in gruppi che rimangono per parecchio tempo nell’area di frega deponendo le uova in più tempi, generalmente di notte. Le uova si schiudono in circa 5 o 6 giorni.

Agone (Alosa fallax lacustris)

Vive a grande profondità in branchi numerosi. Durante la stagione invernale occupa una posizione del tutto pelagica ma in estate compie delle migrazioni, tornando dai profondi fondali per portarsi nella zona litoranea. Si alimenta quasi esclusivamente di plancton e molto raramente dei minuscoli animaletti che ricerca sui fondali. Le dimensioni non superano i 35-40 centimetri e la vita di sette-otto anni. Nel lago di Garda forma branchi di decine di migliaia di individui della stessa età.

 

* Si ringrazia www.europlan.it per la concessione di alcune delle immagini sopra riportate.